Sterpeto è un castello di poggio, posto a mt. 344 s.l.m. Posto all’interno della città del Comune di Assisi dal cui centro dista soli 3 km. “E’ arioso e gode di tutta la valle spoletana – afferma lo storiografo Francesc’Antonio Frondini – L’aria è perfettissima, giacchè gli abitanti molto si invecchiano …”.

Sul poggio  più occidentale delle colline che dal centro assisiano  di distendono dolcemente verso il fiume Chiascio. La murazione, ci dicono alcuni documenti,  è una struttura che si è aggiunta in un secondo tempo ad una più antica villa rurale; le mura infatti hanno la funzione di collegamento fra le preesistenti e di contrafforti di sostegno.  Al di fuori dell’abitato sorge la chiesa che, però, è di fattura assai più tarda.

Il castello è costruito in arenaria e ciottoli di fiume e presenta la particolarità di avere due porte di accesso. Una, più antica, con arco a tutto tondo contornato di conci in arenaria, è sormontato dai resti di una piccola torre e reca all’interno dell’abitato, seguendo un tracciato ad U e terminando in una piazza. La seconda porta, di dimensioni assai più ampie e con un arco delineato da elementi di arenaria, reca nell’ampio spazio della curtis del palazzo signorile con al centro un pozzo.

Gli interventi di epoca rinascimentale si sono concentrati nella parte più antica della zona signorile, sorta intorno alla bella torre colombara, come attestano, oltre allo stile architettonico, gli stemmi con le sigle C G = Comes Guido (il conte Guido Fiumi, investito della Contea di Sterpeto dal Pio II nel 1462) e C A = Comes Alexander (il conte Alessandro, figlio di Guido, vissuto nei decenni di fine Quattrocento e primo Cinquecento).

Nel Seicento, all’antica zona residenziale signorile del vecchio nucleo castellano, posto sul lato settentrionale del castello accanto alla svettante colombara, si aggiungono nuovi spazi residenziali esposti a sud. Una modifica strutturale giustificata dall’aumento del numero di familiari dei conti. Alcune tracce di cinta ancora visibili all’esterno dell’attuale perimetro castellano parrebbero avvalorare dell’esistenza di un anello murario più esterno che doveva inglobare anche l’area della chiesa parrocchiale e della piazza a questa antistante.

 

 

 

 

Fonte:  Francesco Santucci, Sterpeto d’Assisi, Perugia 1991 – Ed. Arte stampa