Fin dall’anno Mille il territorio che circonda il borgo di Sterpeto è stato caratterizzato dalla presenza dell’uomo: case, castello, prati, vigneti, oliveti e frutteti. Un’economia rurale che fino alla prima metà del Novecento ha visto crescere l’allevamento dei bachi da seta (dalla gente chiamati baciarelli), alimentati con le foglie dei gelsi (le more), diffusissimi fino alla loro estinzione.

Oltre alle distese di olivi, anche la lavorazione delle vigne ha occupato un posto di rilievo nell’economia locale. Ampi spazi risultano assegnati ai vigneti: la “vigna de’ Conti”, tra il castello e la strada per Rocchicciola, e le “vigne dell’Acquatino”, tra questa ed il fiume Chiascio e appartenenti per lungo tempo al convento di S. Francesco. All’interno del castello e lungo i corsi d’acqua sono stati rinvenuti alcuni mulini, spesso di proprietà della famiglia Fiumi. A Sterpeto i mulini ad olio (quello del castello e l’altro della famiglia Brunori) sono stati attivi – e meritatamente famosi in tutta la zona – fino a pochi decenni or sono.

Oltre alla bella torre colombara del castello, restaurata nel 1984, nel territorio di Sterpeto d’Assisi sono ancora visibili alcune palombare di notevole fattura e buon stato di conservazione. Nella seicentesca pianta del circondario ne figura una immediatamente alle spalle del castello. Si tratta quasi certamente della Palombara dei Conti, citata all’interno dello Stato delle anime della parrocchia di Sterpeto del 1741.

Nel territorio dell’attuale Comune di Assisi sono esistiti soltanto tre Monti frumentari: nel capoluogo, a Castelnuovo e a Sterpeto appunto. Questa istituzione aveva lo scopo di venire incontro agli indigenti con distribuire grano panificato in elemosina, ma soprattutto grano in prestito per la semina, che doveva essere restituito al momento del raccolto con una leggera maggiorazione, destinata infine alla costituzione di un fondo per dotare le ragazze povere in procinto di sposarsi o di monacarsi.

Particolare attenzione deve essere dedicata alla parrocchia di S. Maria di Sterpeto, vicinissima al castello e proprietà dei conti Fiumi nel medioevo. La data di erezione della struttura pare attorno ai primi decenni del 1400 ma i documenti più antichi la citano a partire dal 1573. A questa ne seguì la nuova chiesa parrocchiale che venne arricchita dal campanile e dalla canonica. Sul lato destro della parrocchia nell’Ottocento sorgeva un piccolo cimitero che – secondo una relazione del 1846 – presentava alcune tracce di affreschi. Qui, riparato da muri e da una tettoia, si trovavano alcuni sepolcri separati e distinti a seconda della diversa estrazione sociale (sepulchra separata et distincta pro diversa hominum conditione)

 

 

 

Fonte:  Francesco Santucci, Sterpeto d’Assisi, Perugia 1991 – Ed. Arte stampa